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SFIDA #2 / smart mobility

Soluzioni innovative per il mobility management di aziende e istituzioni

Il problema

In che modo i mobility manager possono essere supportati nella raccolta, nel monitoraggio, nell'analisi e nell'utilizzo dei dati sulla mobilità (uso del trasporto pubblico e/o privato da parte dei lavoratori)?

L’impatto del COVID-19 h avuto ripercussioni sulla gestione aziendale anche in termini di mobilità, tanto che il governo italiano ha deciso di rilanciare la figura del Mobility Manager, rendendola obbligatoria per tutte le aziende e gli enti pubblici con più di 100 dipendenti situati in un capoluogo di regione, una città metropolitana, un capoluogo di provincia o un comune con più di 50.000 abitanti.

 

Il Decreto “RILANCIO”, DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34, infatti, al comma 4 dell’articolo 229 invita le aziende e le pubbliche amministrazioni ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano di spostamenti casa-lavoro dei propri dipendenti finalizzato a ridurre l’uso del trasporto privato individuale nominando, a tal fine, un Mobility Manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile.

L’Italia, con circa 63 auto ogni 100 abitanti, è il terzo Paese in Europa per tasso di motorizzazione, dopo Lussemburgo e Islanda.

La mobilità italiana è un fenomeno legato alla mobilità individuale (tipicamente con auto e moto), con valori molto più elevati rispetto alle capitali estere (a Milano quasi il 50% degli spostamenti avviene con mezzi individuali, mentre a Londra solo un cittadino su tre utilizza il proprio veicolo e a Parigi meno di uno su sei). L’impatto di questo squilibrio è significativo in termini economici e ambientali.

I mobility manager hanno bisogno di soluzioni innovative di supporto per svolgere il loro ruolo nel modo più efficiente, avvertono la mancanza di strumenti in grado di fornire la raccolta di diversi dati sulla mobilità, il loro monitoraggio, l’analisi e l’utilizzo.

Lo scenario ideale

Grazie alla/e soluzione/i innovativa/e, i mobility manager avranno un supporto e/o nuovi strumenti digitali per svolgere le seguenti attività:

  • Analizzare le esigenze e la necessità in termini di mobilità/trasporto dei lavoratori, e mappare la situazione del contesto di riferimento;
  • Analizzare spazi, infrastrutture, mezzi esistenti (anche in termini di accessibilità), e mappare la situazione del contesto di riferimento;
  • Eseguire analisi costi-benefici e analisi SWOT;
  • Progettare e redigere PSCL (piani di spostamento casa-lavoro), anche attraverso il coinvolgimento partecipativo di lavoratori e istituzioni per l’adozione di modelli di mobilità più efficienti e allo stesso tempo più sostenibili.

Impatto previsto della soluzione:

  • promozione di un efficiente mobility management;
  • introduzione di servizi di mobilità innovativi e sostenibili oltre ad una migliore organizzazione degli spostamenti.

Il contesto

L’impatto del settore dei trasporti sull’ambiente è attualmente molto elevato, in quanto è responsabile di circa un terzo del consumo totale di energia e di un quinto delle emissioni di gas serra in Europa, oltre ad altri tipi di emissioni responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano.

Il mobility manager è un supporto professionale continuo per il processo decisionale, la pianificazione, la programmazione, la gestione e la promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile. Si tratta di una figura in grado di sviluppare il Piano degli spostamenti casa-lavoro e di moniorarne l’adozione, di interagire con le figure e gli enti competenti per l’attuazione del piano di mobilità, di progettare un sistema di monitoraggio degli spostamenti dei dipendenti, di spostare le persone e non i veicoli, valutando così i sistemi di trasporto collettivo, di analizzare le abitudini di spostamento in base al bacino di utenza, gestire la comunicazione e la formazione degli stakeholder (interni ed esterni).

Senza un adeguato strumento di data driven il mobility manager non può svolgere i suoi compiti per raggiungere i seguenti obiettivi:

  • Realizzare un’analisi ex ante (popolazione aziendale, stato di fatto, accessibilità)
  • Elaborare ed utilizzare un questionario preliminare per la comunicazione e la raccolta dei dati
  • Consolidare e analizzare i dati
  • Redazione del PSCL (Piani Spostamenti Casa Lavoro)
  • Sviluppare, ove necessario, una App dedicata con l’adeguato supporto di competenze specifiche

Soggetti interessati dal problema

Destinatari interessati dal problema:

  • i Mobility manager, in quanto necessitano di uno strumento utile alla stesura del piano di mobilità e al monitoraggio della mobilità per una gestione efficiente.
  • i cittadini/lavoratori, poiché perdono tempo per gli ingorghi, sprecano denaro (viaggio singolo anziché viaggio con i mezzi pubblici), causano inquinamento atmosferico e acustico.
  • le aziende e le istituzioni, che sono direttamente interessate da una mobilità inefficace dei loro dipendenti, con un impatto sulla qualità del tempo trascorso a lavoro.

Implicazioni economiche, sociale ambientali del problema.

La definizione di uno strumento di monitoraggio e analisi dei dati sulla mobilità comporterà, attraverso il coordinamento di un mobility manager:

  • il miglioramento della mobilità nelle aree urbane in termini di efficienza, costi e impatto ambientale
  • la gestione degli ingorghi
  • il monitoraggio e l’adozione di misure per evitare o ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico
  • un quadro efficiente del trasporto pubblico
  • il miglioramento della qualità dello stile di vita di cittadini e lavoratori

Dati e bigliografia

Il tasso di motorizzazione dell’Italia rimane tra i più alti d’Europa; nel 2019 tra i principali Paesi europei il tasso di motorizzazione è inferiore a quello italiano di 18 punti in Francia, 15 punti in Spagna e quasi 10 punti in Germania.

Nel parco circolante ci sono ancora più di 12 milioni di auto che non superano lo standard di emissioni Euro 3 (quasi un terzo del totale). I carburanti “tradizionali” (benzina e diesel) rappresentano oltre 35 milioni di auto (quasi il 90% del totale), mentre le auto ibride sono circa 550.000 e le auto elettriche poco più di 50.000. Rispetto al parco autobus circolante nel Paese, quello immatricolato in Italia per tutte le modalità d’uso (noleggio, trasporto privato, trasporto pubblico) a fine 2020 si attesta a poco meno di 100.000 veicoli – compresi circa 12.000 veicoli Euro 0 che teoricamente non dovrebbero più circolare – un dimensionamento sostanzialmente stabile negli ultimi 10 anni. Va ricordato a questo proposito che nelle nuove norme del Codice della Strada, recentemente approvate con il DL n. 121 del 10 settembre 2021 (cosiddetto “Decreto Infrastrutture”), convertito in legge (n. 156) lo scorso 9 novembre, è previsto il divieto di circolazione dei veicoli di categoria M2 e M3 con caratteristiche Euro1.

In tema di infomobilità, secondo una recente indagine IPSOS, i servizi delle piattaforme digitali Mobility-as-a-Service (MaaS), che mirano a organizzare soluzioni di viaggio flessibili integrando diversi mezzi di trasporto, sono ritenuti da oltre il 70% dei cittadini in grado di produrre elevati benefici in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e di incentivazione all’uso del trasporto pubblico. (Fonte: Rapporto Isfort 2021).

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